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Archive for the ‘fatti miei’ Category

Tempismo

Da appena dopo Natale una scala mobile della stazione M3 di Duomo è rotta. Questa settimana finalmente Atm pare essersene accorta tanto che è apparso il tardivo cartello “scala in manutenzione ci scusiamo per il disagio”. Speriamo che i tempi per ripararla non siano proporzionali a quello servito per prendere atto del guasto, noto a i passeggeri già da tre mesi.

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Lunedì 12 Gennaio, ore 17,45.

Sono appena uscito dalla metropolitana, di ritorno dal lavoro e diretto verso l’appuntamento con mia moglie; inforco la bici e mi dirigo verso il Piccolo Teatro.

La bici non è mia, è del nuovo servizio di bike sharing del Comune di Milano: Bikemi.

In otto minuti sono a destinazione: collego la bici allo stallo lì vicino e per le 18,00 esatte sono all’appuntamento. Col tram non sarei mai arrivato in tempo.

Il servizio funziona così, sparse per il centro di Milano vi sono diverse stazioni, passando la tessera si può ritare la bici e lasciarla in qualunque delle altre stazioni o nella stessa. Costi? L’abbonamento e poi la prima mezz’ora è gratuita e le successive si pagano 50 centesimi. Se vi sembra poco mezz’ora prendete una cartina del centro di Milano e guardate le distanze, noterete che in 30 minuti di bici riuscirete comodamente ad attraversarla. 

Il servizio è un geniale complemento dei servizi di trasporto pubblico, proprio perchè, soprattutto in centro, che già si gira agilemente a piedi, la bici permette di coprire distante brevi-medie più velocemente di autobus e tram, in tal senso i 30 minuti sono più che sufficienti.

La bici va bene, certo non è un mostro di leggerezza, ma sul pavé se la cava benino: peccato solo per il sellino eccessivamente molleggiato.

Rimane però un dubbio: l’idea è bella e ecologicamente sostenibile, ma caro sindaco, perchè l’avete lanciata in Novembre, che non è propriamente il mese più bello dell’anno??

 

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– non osare nemmeno pensare di muoversi in città in macchina;
– ricordarsi che in coda, e ci si trova sempre in coda, ognuno sotto Natale da il peggio di sè (saltare la fila, fregare il posto, sgomitare etc)
– evitare tutti i posti chic per non doversi sorbire il peso del mondo “che sa come si deve vivere”

Ed infine: ricordarsi che il Natale è qualcosa di più di una somma di riti all’insegna della spesa. Almeno la notte di Natale meglio non perdere la “memoria”

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…inteso come White Sands National Monument.Sveglia presto e partenza prima delle otto.

Per cercare di non percorrere due volte la stessa strada ci avventuriamo per strade secondarie, snobbando l’Interstate. Peccato che finiamo in zona militare e per poco non ci arrestino.

Alla fine comunque arriviamo. Sabbia, tanta. Bianca, anzi, candida. Uno spettacolo di colori coronato anche dal verde tenere delle piante, rinnovato dalla pioggia, dall’azzurro del cielo e dal grigio di qualche nube di passaggio.

P.S. Per le foto nostre temo si dovrà attendere il ritorno.

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Go West!

Come l’estate scorsa è splendido trovarsi negli Stati Uniti. Quest’anno il programma prevede il Texas, giro in lungo e in largo. Arrivo a Houston venerdì scorso, ieri e domenica Dallas (per ora unica sosta realmente evitabile) e Fort Worth, invece splendida. Oggi tappone… lungo lungo all’insegna del West.

Dopo 10 ore di viaggio eccoci ad El Paso, la punta più occidentale del viaggio. Come vecchi cowboy tutto il giorno all’inseguimento del sole.

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… è sempre splendido. No, beh, non fisicamente, ma è sempre un uomo vero, non nel senso di macho o cose analoghe, ma perchè parla con il cuore e con lo stomaco; avrà poche idee magari, ma sono sue, sono sentite, non come tanti di noi che parlano per sentito dire.

Questo articolo è molto gustoso! Tra le altr cose, ad un certo punto dice:

Gattuso a ruota libera […] dice la sua sulla visione del mondo del premier spagnolo Zapatero che non fa distinzioni sessuali. “Le nozze tra omosessuali non mi trovano d’accordo – dice a proposito della legge spagnola che le consente – per me le nozze sono tra un uomo e una donna. Sì, io mi scandalizzo, perché credo nella famiglia. E se credi nella famiglia e nella tua religione, non puoi essere d’accordo. Poi, siamo nel 2008 e ognuno fa quello che vuole“.

Sottoscrivo. Ma si sa, io sono vecchio dentro.

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L’elettorato italiano con il suo voto ha chiaramente indicato una maggioranza. Il titolare di questo blog ha sonoramente perso alla Camera e votato turandosi naso, orecchie e preservando da incursioni esterne il proprio posteriore il Popolo delle Libertà. Si potrebbe dire che “ho” vinto.

Ieri, poi, Alemanno da buon figlio della lupa è riuscito a battere il non malvagio Rutelli e a strappare, dopo 15 anni, il governo della città di Roma al Centrosinistra.

Ci sarebbe da sorridere (e un pò ho sorriso). Eppure non ci riesco, anzi ultimamente sono sempre più velocemente diretto verso uno stato di depressione politica.

C’è poco da dire, ai miei occhi l’inizio di questa legislatura non è peggiore, ma pessimo. E dire che l’aspettativa non poteva essere più bassa. Alcuni fattori… a caso:

  • l’elezione di Schifani a Presidente del Senato… cioè Schifani….
  • la futura elezione (promoveat ut removeat ?) di Gianfranco Fini a Presidente della Camera.

La prima cade su persona di cui ho bassissima stima, la seconda sembra più un modo di levarsi uno scomodo delfino dalle rotonde bocce. Certo, meno problemi, potrebbe non essere male. Ma poi faccio il paio con questa notizia e mi chiedo se Berlusconi in un modo o nell’altro non stia cercando di levarsi dai piedi tutti coloro che in un futuro non troppo lontano potrebbero sostituirlo. Della serie dietro di me il vuoto. Ho sempre creduto che la statura di un leader dipendesse anche da quanto attorno a se era in grado di far crescere una classe dirigente. Beh lo credo ancora e il buon Silvio non è certo un gigante.

Tra i piedi rimane solo Umberto Bossi e quello difficilmente si potrà accantonare. Oggi si vantava di aver dato lui il la a Bonomi (SEA) per fare l’alleanza con Lufthansam quasi fosse la Lega l’azionista di riferimento e non il Comune di Milano. Questo notizia sommata ad un’altra mi porta a chiedermi dove diavolo sia finito quel minimo di spirito liberale che Forza Italia ha mostrato, almeno a parole, negli anni scorsi.

Passare da uno statalismo di sinistra ad uno di destra è fare in modo che tutto cambi senza che niente cambi.

E’ solo un inizio, ma non è un bel vedere. La speranza è che siano solo temporanei effetti della sbornia da vittoria elettorale.

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