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Farla fuori dal vaso

Tempismo

Da appena dopo Natale una scala mobile della stazione M3 di Duomo è rotta. Questa settimana finalmente Atm pare essersene accorta tanto che è apparso il tardivo cartello “scala in manutenzione ci scusiamo per il disagio”. Speriamo che i tempi per ripararla non siano proporzionali a quello servito per prendere atto del guasto, noto a i passeggeri già da tre mesi.

In tutta la vicenda di Eluana io non so bene cosa pensare. Invidio le certezze di chi sostiene che la sua non sia vita, io di certezze non ne ho. So solo che respira, da sola, ma non posso dire o sapere, nessuno può, se “senta” qualcosa. So solo che tra la vita e la morte d’istinto scelgo la vita e che far morire di fame e di sete una persona non appartiene alla categoria dell’umano per come mi è dato di conoscerlo. 

So solo che trovo drammaticamente inadeguata ogni risposta al quesito se quella sia o meno una vita degna di essere vissuta, che provenga da un aula di giustizia o del parlamento. Inadeguata, sproporzionata e in ogni caso scandalosa. Come inadeguato e sproporzionato mi sento io nei confronti della vita e della morte e dei tanti grandi misteri che vanno oltre la mia comprensione e le mie decisioni.  

Per il resto sono d’accordo con lei.

Bikemi: prova su strada.

Lunedì 12 Gennaio, ore 17,45.

Sono appena uscito dalla metropolitana, di ritorno dal lavoro e diretto verso l’appuntamento con mia moglie; inforco la bici e mi dirigo verso il Piccolo Teatro.

La bici non è mia, è del nuovo servizio di bike sharing del Comune di Milano: Bikemi.

In otto minuti sono a destinazione: collego la bici allo stallo lì vicino e per le 18,00 esatte sono all’appuntamento. Col tram non sarei mai arrivato in tempo.

Il servizio funziona così, sparse per il centro di Milano vi sono diverse stazioni, passando la tessera si può ritare la bici e lasciarla in qualunque delle altre stazioni o nella stessa. Costi? L’abbonamento e poi la prima mezz’ora è gratuita e le successive si pagano 50 centesimi. Se vi sembra poco mezz’ora prendete una cartina del centro di Milano e guardate le distanze, noterete che in 30 minuti di bici riuscirete comodamente ad attraversarla. 

Il servizio è un geniale complemento dei servizi di trasporto pubblico, proprio perchè, soprattutto in centro, che già si gira agilemente a piedi, la bici permette di coprire distante brevi-medie più velocemente di autobus e tram, in tal senso i 30 minuti sono più che sufficienti.

La bici va bene, certo non è un mostro di leggerezza, ma sul pavé se la cava benino: peccato solo per il sellino eccessivamente molleggiato.

Rimane però un dubbio: l’idea è bella e ecologicamente sostenibile, ma caro sindaco, perchè l’avete lanciata in Novembre, che non è propriamente il mese più bello dell’anno??

 

Per arrivare vivi al Natale

– non osare nemmeno pensare di muoversi in città in macchina;
– ricordarsi che in coda, e ci si trova sempre in coda, ognuno sotto Natale da il peggio di sè (saltare la fila, fregare il posto, sgomitare etc)
– evitare tutti i posti chic per non doversi sorbire il peso del mondo “che sa come si deve vivere”

Ed infine: ricordarsi che il Natale è qualcosa di più di una somma di riti all’insegna della spesa. Almeno la notte di Natale meglio non perdere la “memoria”

Traduzioni approssimative

Capita sovente di vedere, nelle nostre città approssimative traduzioni in lingue straniere.
Beh, non capita solo da noi. Testimonianza diretta dall’aeroporto di Monaco.
Mi raccomando siate “facili” con la qualità della foto.