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Archive for aprile 2008

L’elettorato italiano con il suo voto ha chiaramente indicato una maggioranza. Il titolare di questo blog ha sonoramente perso alla Camera e votato turandosi naso, orecchie e preservando da incursioni esterne il proprio posteriore il Popolo delle Libertà. Si potrebbe dire che “ho” vinto.

Ieri, poi, Alemanno da buon figlio della lupa è riuscito a battere il non malvagio Rutelli e a strappare, dopo 15 anni, il governo della città di Roma al Centrosinistra.

Ci sarebbe da sorridere (e un pò ho sorriso). Eppure non ci riesco, anzi ultimamente sono sempre più velocemente diretto verso uno stato di depressione politica.

C’è poco da dire, ai miei occhi l’inizio di questa legislatura non è peggiore, ma pessimo. E dire che l’aspettativa non poteva essere più bassa. Alcuni fattori… a caso:

  • l’elezione di Schifani a Presidente del Senato… cioè Schifani….
  • la futura elezione (promoveat ut removeat ?) di Gianfranco Fini a Presidente della Camera.

La prima cade su persona di cui ho bassissima stima, la seconda sembra più un modo di levarsi uno scomodo delfino dalle rotonde bocce. Certo, meno problemi, potrebbe non essere male. Ma poi faccio il paio con questa notizia e mi chiedo se Berlusconi in un modo o nell’altro non stia cercando di levarsi dai piedi tutti coloro che in un futuro non troppo lontano potrebbero sostituirlo. Della serie dietro di me il vuoto. Ho sempre creduto che la statura di un leader dipendesse anche da quanto attorno a se era in grado di far crescere una classe dirigente. Beh lo credo ancora e il buon Silvio non è certo un gigante.

Tra i piedi rimane solo Umberto Bossi e quello difficilmente si potrà accantonare. Oggi si vantava di aver dato lui il la a Bonomi (SEA) per fare l’alleanza con Lufthansam quasi fosse la Lega l’azionista di riferimento e non il Comune di Milano. Questo notizia sommata ad un’altra mi porta a chiedermi dove diavolo sia finito quel minimo di spirito liberale che Forza Italia ha mostrato, almeno a parole, negli anni scorsi.

Passare da uno statalismo di sinistra ad uno di destra è fare in modo che tutto cambi senza che niente cambi.

E’ solo un inizio, ma non è un bel vedere. La speranza è che siano solo temporanei effetti della sbornia da vittoria elettorale.

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Bene, finalmente manca poco alla fine di questa odiosa e noiosa campagna elettorale. Se la speranza era di un qualche colpo di genio o di teatro capace di riappassionarmi e in qualche modo convincermi a dare il mio voto a tizio, piuttosto che a caio, beh non c’è stato e la nebbia del tedio domina il panorama ideale (o ideologico) degli schieramenti in campo.

In queste ultime settimane ne ho sentite di tutti i colori, quasi la gara fosse più a non farsi votare che a conquistare voti. Il buon(ista) Veltroni ne spara di grosse tutti i giorni, ogni giorno ha annunciato una nuova proposta di legge, tanto da avere allestito un programma di governo che abbondantemente esonda i limiti di una legislatura. Da dire che parla bene, ha la faccia giusta, seria e convinta, ma simpatica e bonaria… peccato che abbia anche sempre quell’atteggiamento da “antipatico di sinistra”, di colui che sà qual’è il bene, che sà cos’è il giusto e che col ditino alzato ad invoncare una diversità non presente si erge a giudice per dare patenti di democraticità, di nazionalismo, di liberalismo… insomma la solita solfa dei giusti e degli impresentabili.

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Expo a Milano

Come sempre sono in ritardo, mai sul pezzo, ma che ci volete fare, va così di questi tempi.

Comunque la notizia è che a Milano è stata assegnata l’edizione dell Esposizione Internazionale del 2015!

La notizia è bella, davvero. Poco importa di chi sia il merito (Prodi, Moratti (Letizia, non quell’altro borioso presidente della squadra dai colori tristi), Formigoni etc), qui si guarda con lombardo pragmatismo al risultato, quindi complimenti a tutti.

E’ divertente cercare di capire quali siano i progetti in programma , perchè è piacevole pensare, immaginare come sarà un futuro, che almeno a livello di evoluzione della città, finalmente appare non uguale a se stesso, non vincolato all’assurdo canovaccio che si lamenta del presente salvo poi opporsi ad ogni possibile soluzione per il futuro. Mi intriga l’idea delle vie d’acqua (quasi un ritorno al passato) che solo chi ama i navigli può ben apprezzare.

L’unica perplessità è che, dopo tutto, finito il tutto, il quartiere che verrà costruito rimanga una cattedrale nel deserto, un lezioso esercizio di stile in balia di grafitari e abbandono. Speriamo di no, speriamo sia veramente per Milano, non solo per l’EXPO.

Celentano ovviamente non ha perso tempo per criticare il “cemento”, l’immobiliarismo, lo sfacelo possibile e causato dai cantieri. Ma si sa, lui odia i grattacieli, odia il moderno è rimasto ancora fermo alla sua via Gluck. Ma di quello che dice una frase è perfetto: “È sulla bellezza che si deve scommettere.”

Nulla di più vero. E la bellezza non è soggettiva: non è bello ciò che piace, è bello ciò che è bello. E può essere anche un gbrattacielo.

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