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Archive for the ‘Partito Democratico’ Category

Bene, finalmente manca poco alla fine di questa odiosa e noiosa campagna elettorale. Se la speranza era di un qualche colpo di genio o di teatro capace di riappassionarmi e in qualche modo convincermi a dare il mio voto a tizio, piuttosto che a caio, beh non c’è stato e la nebbia del tedio domina il panorama ideale (o ideologico) degli schieramenti in campo.

In queste ultime settimane ne ho sentite di tutti i colori, quasi la gara fosse più a non farsi votare che a conquistare voti. Il buon(ista) Veltroni ne spara di grosse tutti i giorni, ogni giorno ha annunciato una nuova proposta di legge, tanto da avere allestito un programma di governo che abbondantemente esonda i limiti di una legislatura. Da dire che parla bene, ha la faccia giusta, seria e convinta, ma simpatica e bonaria… peccato che abbia anche sempre quell’atteggiamento da “antipatico di sinistra”, di colui che sà qual’è il bene, che sà cos’è il giusto e che col ditino alzato ad invoncare una diversità non presente si erge a giudice per dare patenti di democraticità, di nazionalismo, di liberalismo… insomma la solita solfa dei giusti e degli impresentabili.

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Poco tempo per scrivere, per pensare…. va beh sono giorni che vanno così.

Assolutamente da leggere questo. Lui riesce ancora a stare al passo coi tempi e a non addormentarsi in questa noiosissima campagna elettorale.

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Le elezioni si avvicinano, ma confesso che, per la prima volta da quando ho il diritto di voto, non ho deciso a chi dare la mia preferenza.

Sarà che sto invecchiando, sarà che ho cose più pressanti di cui occuparmi e il bailame politico mi passa sopra come acqua tiepida (nemmeno fresca), ma proprio non lo so.

So per chi non voterò, questo sì. Sicuramente non voterò per la Sinistra Arcobaleno, che ad esempio vuole distruggere ogni tipo di politica di difesa, che è rimasta ai tempi della guerra fredda cui guarda con nostalgia, impiastricciata in ideologie vecchie e sconfitte. Sicuramente eviterò pure La Destra e i cespugli centristi alla ricerca, quasi archeologica, e tutto sommato eccentrica di un concetto di centro ormai perduto. Orfani nostalgici di una mitologica DC.

Rimangono i due principali partiti: Pd e PdL. Le maggiori delusioni vengono proprio da qui. Il Pd, fusione fredda di nomenclature politiche storiche, si è affidato al “ma anchismo” Veltroniano, che prova a includere tutti e tendenzialmente continua ad affermare il proprio programma declinandolo ad ossimori. Idee chiare pochine… davvero pochine. Tante belle parole, pilastri, priorità e punti programmatici, ma sembrano scritti dal signor Lapalisse. “Bisogna combattere la pedofilia” … ma vah! Che grande statista Veltroni. Bisogna ridurre la pressione fiscale” ah, bene ci sei arrivato, ma lo sanno tutti. “2c – Le libertà La regolamentazione pubblica definisce lo spazio in cui tutte le libertà, anche quelle private, sono rese possibili ed effettive”… eh no, questa non l’ho capita se ci mettiamo a regolamentare le libertà (quali?) siamo finiti. Insomma, più che un libro dei sogni un libro delle ovvietà, ma in fondo senza costrutto, senza fondamenta… quasi impalpabili; sembrano un abito buono per tutte le stagioni.

Ma la delusione maggiore è ad oggi il PdL. L’unica cosa buona è l’aver liquidato Casini, ma per il resto… il “nuovo” che è rimasto pressoche immobile da quindici anni, non rinnova nulla. AN e FI si sarebbero uniti, ma non si capisce bene cosa c’ho comporti a livello di idee e di programmi. Il programma è sempre lo stesso, almeno dimostrano coerenza, ma meno incisivo del solito e, in fin dei conti, ovvio. Forse perchè ripetuto e riproposto non sempre uguale, ma mutato quasi a seguire gli umori del “popolo”. Paradossalmente il popolo detta le idee ai leader, ma il “popolo” per definizione ha le idee confuse. Quello che scompare sono pian piano le “persone”, che per altro il popolo costituiscono, ma sono concrete, tangibili. Hanno idee, esigenze e necessità drammaticamente concrete.

In fin dei conti manca una visione, manca una missione. Tutti cercano di seguire i desideri del “popolo”, senza fare una proposta chiara con cui ogni singolo possa confrontarsi.

Noia. L’unica voce fuori dal coro è Ferrara nel suo perseguire con ragione una causa persa in partenza. Ma almeno lui una proposta chiara l’ha fatta. Quasi quasi lo voto.

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Bene! Prodi infin cadde, ma che schifo

Come ho già scritto qui, non sono per andare subito ad elezioni e come sempre sono in accordo con lui.

Certo le elezioni sono una cosa bellissima, il massimo per una democrazia.

Caro Silvio, di sicuro se si andasse ad elezioni la vittoria sarebbe più che a portata di mano, ma dopo troveresti gli stessi problemi, le stesse estenuanti mediazioni, le stesse divisioni della passata legislatura. E poi che l’hai creato a fare il PdL? Solo per cambiare nome a Forza Italia?

Pensaci bene, secondo me sono tanti quelli stufi di questa poltica che non fa politica, uccisa da 10 anni dai veti incrociati deli stessi alleati. I margini di dialogo col PD ci sono e non sono mai stati ampi quanto oggi.

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…ma poniamo che, invece, accada. Dopo?

Ultimamente sono drammaticamente pessimista su tutto ciò che riguarda la politica. In questi due anni di traballante governo “il fu centrodestra” ha fatto di tutto, ha urlato, litigato, è sceso in piazza, si è diviso ed infin ora ricompattato nel chiedere elezioni immediate; l’unica cosa che non ha fato è stata cambiare, elaborare un programma, una strategia, ma anche solo una vaga idea che porti a superare i contrapposti personalismi e a creare un partito dei moderati che vada più in altro di un predellino. Vada per le elezioni e poniamo che le vinca… poi? Tutto come prima? Veti di qua, aiutini di là e stessi casini di qualche anno fa? In quel caso sarebbe meglio perdere…

Quindi? Io, per definizione, di politica non capisco niente, ma ad oggi, piuttosto che sorbirmi altri cinque anni di “vorrei, ma non posso” preferisco sei mesi di governo “tecnico” diciamo… sostenuto da Partito Demostratico e Popolo delle Libertà (e chi si vuole aggiungere) con un programma preciso, guidato da un “non” politico (Draghi, Monti?) non troppo sputtanato, con un programma base di riforme economiche, costituzionale (e istituzionale) ed elettorale condiviso dai due partiti principale e da chi ci sta. Per chi non ci sta… chissene…

Poi tutti “nemici” come prima e che vinca il migliore, ma sembra coalizioni mostruose tenute insieme dal collante di un fastidioso e ormai insopportabile odio reciproco. Se oggi il governo non dovesse “cadere”, infatti, la ragione sarenne solo una: “se no torna Berlusconi”. Tipico esempio di lungimiranza miope.

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Quattro conti, qualche dubbio… nessuna certezza. Ah dimenticavo… la netta sensazione di essere presi per il culo.

Ri-pessimismo e medesimo fastidio, quasi una nausea.

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Se quattro giorni bastano a passare da un appoggio esterno all’apertura della “crisi” di governo (come se fino ad oggi fosse stato in buona salute), in una settimana al massimo tutto torna come prima…

Pessimismo e fastidio.

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