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Archive for giugno 2007

Alla fine ne è rimasto solo uno. No, non è perchè la gara era tesa, la preda ambita e i continui giochi al rialzo hanno scoraggiato i più; semplicemente a poco a poco, tutti i pretendenti hanno mollato a causa delle cose dette e non dette nel bando, dei vincoli troppo stringenti e delle rischieste “politiche” (posti di lavoro o italianità). Hanno lasciato gli americani e oggi i russi. Guarda caso rimangono solo gli italiani, il patron di una compagnia di dimensioni topolino anche rispetto alla martoriata Alitalia. Ma questo comandante coraggioso ha le spalle coperte… è italiano ed ha dalla sua parte le banche e la politica. Insomma era l’unico con le vere carte in regola per vincere; sì vincere correndo da solo. Purtroppo di suo non ha i capitali, ma lì entra la Bazoliniana IntesaSanPaolo: i soldi li mette lei e sicuramente, ma sicurmante lascerà totale libertà d’azione(?).

 Tutti contenti dunque. Lo sarà il governo, salva è la faccia, salva la bandiera italiana. Forse un pò meno lo saranno gli utenti a vedere un nuovo sotanziale monopolio sulle rotte interne (in particolare la Roma-Milano), perchè sicuramente per sostenere l’occupazione val bene la pena di chiudere un occhio su queste piccole bagatelle da estremisti liberali. E poi vuoi mettere con l’italianità?

Alla fine il costo tanto, come sempre, lo pagheranno gli utenti, i cittadini quei poveracci (ma sicuramente ricchi se vanno in aereo) che devono volare per ragioni di lavoro o personali in Italia.

Alla fine tutti contenti, perchè con soluzione all’italiana, nessuno può dirsi perdente in una gara dove c’è un solo partecipante.

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La risposta è sì. Molto probabilmente finirà, come finiranno il carbone, i diamanti, l’uranio e in generale tutte le risorse minerarie non rinnovabili.

Il problema è solo capire il quando. Qui le teorie sono le più disparate e guardare al prezzo del petrolio di oggi può non essere d’aiuto. Perchè? Perchè tale prezzo non dipende in maniera semplice da curve di domanda e di offerta, non è cioè un vero e proprio prezzo di mercato, con l’aggravante che non esiste “un” petrolio, ma molti tipi ed ognuno presenta diverse sfruttabilità e diverso prezzo.

Recentemente è stato lanciato un allarme (non è il primo nè sarà l’ultimo) pubblicato sull’ Indipendent. Questo giornale non ha fatto altro che rilanciare le ultime previsioni dell’ASPO, un associazione nata per effettuare studi sul picco di produzione del gas e del petrolio. Tutta l’attività dell ASPO si basa sulla teoria del peak oil. Questa teoria prevede, semplificando un pò, che lo sfruttamento globale delle riserve di petrolio segua, nel tempo, un andamento a campana e che una volta raggiunto il picco massimo di produzione, questa non possa che calare. In più, la quantità di riserve globalmente sfruttabili è rappresentata dall’area sottesa alla curva per cui, giunti al picco, si può stimare sulla base dei consumi e di quanto prodotto fino a quel momento quando tempo “manca” all’esaurimento delle riserve. (altro…)

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 In questi ultimi due giorni ho vissuto di tutto. Ho perso una coincidenza nel peggior aeroporto del mondo (CDG) e non per colpa di Alitalia, ho girato il suddetto aeroporto per 2 ore 2, per cercare un bagaglio perso nella pancia del gigante, ho visto la signorina di air france chiamare tutti gli uffici bagagli dell’aeroporto, uno per uno, ma non scorrendo una lista, ma facendosi dare di bvolta in volta un numero nuovo. Il tutto con la sensazione che nenche lei sapesse bene cosa fare. E per un momento mi è sembrato che il mio fosse un paese normale…

Ho partecipato ad un workshop in cui tutti, dagli inglesi agli americani passando per i francesi, lamentavano la mancanza di giovani ingegneri competenti…. a parlare, unici italiani, io ed un mio collega entrabi sotto i 35 anni. E per un attimo mi è sembrato di vivere in paese avanzato…

Dopo aver mangiato poco e male per tre giorni, l’ultima notte, gentilmente offerta da Air France che per prolungarci il soggiorno ha deciso di annullare un paio di voli, l’ho passata in un albero stile casa degli orrori, ma con un risotrante all’altezza… poi ho pagato 15 euro per un bicchiere di armagnac… e pensato che l’Italia è il solo grande paradiso del palato, perfino a buon mercato.

Finalmente arrivo a Milano, scendo dall’aereo, entro a Malpensa e in pochi attimi ecco il mio bagaglio, prendo il trenino per cadorna straordinariamente pulito e puntuale, poi corsa in metropolitana e in poco tempo sono in ufficio. E per un attimo credo che il mio sia un paese efficente.

Poi, apro il giornale… le solite bagatelle politiche, sempre le stesse storie, di telefonate, battute ed aria fritta… e penso, che forse, mi sono solo illuso di vivere nel bel paese e che le prospettive future di tutti gli altri sono decisamente migliori delle nostre, di quello di un paese in cui la politica tira a campare, ballando e scherzando sul futuro di tutti.

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