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Archive for the ‘scoop…iati’ Category

Ogni tanto a leggete corriere.it si ride di gusto.

Stamattina in home page si può trovare un link ad un gustoso pezzo su otto misteri che affliggono la piacevole penisola di Cape Cod, nel Massachusetts, a poche miglia da Boston.

Per dare più gusto al pezzo l’arguto articolista dice che tale penisola ispira “La Signora in giallo”, la mitica Jessica Fletcher, che come tutti sanno vive e indaga a Cabot Cove nel Maine. Va bene che Cabot Cove non esiste, come ben dice l’articolo anche se lo chiama Cabot Cod, pace, ma viene posto vicino a Portland nel Maine, parecchie miglia più a Nord.

Ora che le atmosfere possano essere simili ad occhio italiano può anche essere vero, ma chiunque ci sia stato sa che tra la costa del Maine e Cape Cod, a parte il comune affacciarsi sull’Oceano Atlantico le differenze di ambiente, gente e soprattutto fighettaggine, o mondaneità che dir si voglia, dei posti sono
davvero significative.

Per fortuna che c’è il corriere!

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Poco tempo per scrivere, per pensare…. va beh sono giorni che vanno così.

Assolutamente da leggere questo. Lui riesce ancora a stare al passo coi tempi e a non addormentarsi in questa noiosissima campagna elettorale.

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Baccini e Tabacci lasciano l’UDC, pare sotto nefasto influsso della “roba bianca”, pardon Rosa Bianca… Psichedelica copia scolorita e insapore del rosso e bianco di Democratico Cristiana memoria?

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Che quello messo in scena ieri durante la trasmissione di un ex-europarlamentare e sedicente giornalista non sia stato un bello spettacolo penso sia lapalissiano. Allo stesso modo non è stato bello il linciaggio subito dal povero Mastella in casa Floris, ma quando si è difesa la faziosità nelle trasmissioni Rai per anni, invocando il sacrosanto diritto alla libertà d’informazione (che in tali casi poco c’entra) e la necessità di pluralismo (sempre e solo a senso unico), magari sarebbe il caso di fare un poco di ammenda.

Il ministro Mastella, invece, non riesce a fare meglio che sporoquiare frasi comiche, al limite del grottesco della serie “Floris e gli altri sannno lavorando per il ritorno del Cavaliere. Chissenefrega del servizio pubblico, della qualità dell’informazione, dei magistrati sempre meno servitori dello stato e sempre più star, rappresentanti di una casta ben più fastidiosa ed autoreferenziale di quella dei politici; no, il vero problema, la sola logica che deve dettare i ritmi e i tempi della vita civile e televisiva (nonchè politica) è solo una fare in modo che non torni Berlusconi.

Che peccato, pensavo che Dio ci avesse donato un cervello per scopi più nobili che ragionare per categorie mentali ed ideologie. No, si ragiona per esclusione e questo deve essere il migliore dei gioverni possibili (se no torna Berlusconi), con la finanziaria migliore possibile (se no torna Berlusconi) e, per cortesia, tornate ad insultare solo il precedente governo ed il centro-destra, perchè se no torna Berlusconi.

Sì, ora sì, viviamo proprio nella migliore delle italie possibile.

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Ieri ho scelto la destinazione del mio TFR, cioè degli unici soldi che vedrò quando andrò in pensione. Oggi trovo l’illuminante pensiero riguardo al TFR del lungimirante e progressista Ministro Ferrero che, purtroppo per noi, guida il Ministero della Solidarietà Sociale (un nome che già in sè fa rabbrividire):

(AGI) – Roma, 23 mag. – Meglio lasciare il Tfr in azienda che investirlo nei fondi pensione. E’ l’opinione del ministro della Solidarieta’ sociale, Paolo Ferrero, interpellato dai cronisti a margine di un convegno al Forum P.A.. “I lavoratori non si fidano dei diversi fondi – ha spiegato Ferrero – perche’ in questi anni hanno sentito di troppi fallimenti. Visto che la pensione e’ una cosa seria dove si investono risorse per anni, nessuno vuole arrivare dopo 30-40 anni, quando e’ piu’ debole, ad avere delle sorprese”. Per questo “se un lavoratore mi si avvicinasse – ha confessato il ministro – per un consiglio sul Tfr, gli direi di lasciarlo in azienda”. Ferrero ha anche ricordato l’ipotesi di “un fondo pensioni pubblico presso l’Inps in modo che tutti i lavoratori abbiano la possibilita’ di scegliere”, un punto del programma che “non e’ stato attuato. Ed e’ il motivo – ha sottolineato – per cui non ho votato il provvedimento sul Tfr”.

Ora lasciare il TFR in azienda garantisce un rendimento legato all’inflazione maggiorato di 1.5 punti percentuali. Non proprio il massimo. I fondi o possono permettere rendimeniti superiori, ma si sà che tutto ciò che è mercato non può che essere contro la solidarietà sociale e che sono l’INPS, cioè lo stato, può garantire quel celebroleso che per il ministro evidentemente è ogni lavoratore.

Caro ministro, il problema non sono in sè i fondi, se mai il fatto che ora come ora i fondi chiusi (in cui i sindacati hanno mani in pasta e voce in capitolo) sono in posizione privilegiata rispetto a quelli aperti e che in generale troppe sono le regole e i lacci che vincolano la destinazione del TFR. Certo, lo avete fatto per proteggere noi…. ma per favore….

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Coerenze…

Dopo aver dichiarato questo, coerenza vorrebbe che, una volta accaduto quanto non previsto, il Ministro D’Alema dia le sue dimissioni…. almeno lui.

Alla fine temo vincerà l’aderenza alla poltrona piuttosto che quella alla realtà e domani si dirà che in fondo non è successo niente.

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Di imbecilli

Dopo questa notizia pare che il ministro Melandri abbia dichiarato: “Non tutti gli imbecilli sono rimasti a casa“.

Voci dicono che sia allo studio del Ministero degli Interni l’istallazione di tornelli e zone di prefiltraggio intorno ai centri sociali… anche se l’ipotesi più plausibile pare quella che ne prevede l’installazione intorno alle sedi di Libero, Sky e Mediaset, non che dell’Eni per evitare l’ingresso a pochi facinorosi. Proteste di Emilio Fede: “Il tifo non è marcio”.

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