Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Formigoni’ Category

Bene, finalmente manca poco alla fine di questa odiosa e noiosa campagna elettorale. Se la speranza era di un qualche colpo di genio o di teatro capace di riappassionarmi e in qualche modo convincermi a dare il mio voto a tizio, piuttosto che a caio, beh non c’è stato e la nebbia del tedio domina il panorama ideale (o ideologico) degli schieramenti in campo.

In queste ultime settimane ne ho sentite di tutti i colori, quasi la gara fosse più a non farsi votare che a conquistare voti. Il buon(ista) Veltroni ne spara di grosse tutti i giorni, ogni giorno ha annunciato una nuova proposta di legge, tanto da avere allestito un programma di governo che abbondantemente esonda i limiti di una legislatura. Da dire che parla bene, ha la faccia giusta, seria e convinta, ma simpatica e bonaria… peccato che abbia anche sempre quell’atteggiamento da “antipatico di sinistra”, di colui che sà qual’è il bene, che sà cos’è il giusto e che col ditino alzato ad invoncare una diversità non presente si erge a giudice per dare patenti di democraticità, di nazionalismo, di liberalismo… insomma la solita solfa dei giusti e degli impresentabili.

(altro…)

Read Full Post »

A leggere notizie come questa mi si gela il sangue. Ma torniamo alla domanda dal titolo.

Da questo post diverse cose sono cambiate, ma lo scenario non è dei migliori nè per la compagnia di bandiera, che appare sempre più a mezz’asta, nè per lo scalo di Malpensa su cui, con la presentazione del nuovo network, si conferma un drastico ridimensionamento.

Sullo sfondo della guerra Alitalia-Malpensa si addensano le nubi della richiesta di risarcimento chiesta da SEA e del ricorso al TAR del Lazio di Air One, che continua a sostenere la possibilità di un rilancio con investimenti della compagnia, ma che non si è ancora ben capito a che gioco stia giocando. Il 20 febbraio il TAR deciderà, intanto la trattativa con Air France va avanti.

Sul merito del ricorso in effetti Air One non ha tutti i torti. La procedura non è stata propriamente trasparente ed al di là di indiscrezioni su l’ammontare economico dell’offerta francese nulla si sa di Piani industriali o di sviluppo. Air One al contrario ha declamato le magnifiche possibilità del proprio piano industriale a tutti i giornali e su tutti i network, ma sorge il dubbio che non l’abbia sottoposto al governo.

La situazione come si dice è fluida, ma alcuni aspetti continuano a lasciarmi perplesso:

  • se, come sembra, l’obiettivo del governo nel vendere Alitalia è quello di preservare l’occupazione (non mi dite che è rendere “grande” e prestigiosa la compagnia perchè non ci crede nessuno) allora ogni condizione va bene e il posto promesso in CdA al Tesoro da Air France rientra tutto nel piano di “controllo” dello Stato. Ora, però, l’acquisto tramite scambio di azioni è un modo per non tirare fuori un soldo per l’acquisto, qualche soldo uscirà per l’aumento di capitale, ma all’orizzonte nessun investimento prima del 2011 (anno del fantomatico pareggio) è previsto. Ricordo che Alitalia vola ancora con onorabilissimi, ma vecchiotti MD-80. In più nulla si sà sugli esuberi. Il rischio è trovarsi una compagnietta con aerei vecchi e un ridimensionamento del personale a cose avvenute con l’aggravante che i sindacati potranno ancora scioperare con Governo (azionista Alitalia) senza però che questo abbia alcun sostanziale potere sulla nuova gestione. Il tutto senza aver preso una lira nella “privatizzazione”. Mah.
  • La moratoria sul Malpensa è una boiata pazzesco. Non si può chiedere ad un’azienda fallita di sostenere una aeroporto per un paio d’anni in modo che chi lo gestisce trovi qualcuno che poi le faccia concorrenza crudele e durissima. Sarebbe da idioti accettare, è da pazzi crederlo. L’unica ragione può essere sul lato occupazione. Ogni possibile sviluppo dell’aeroporto non potrà avvenire che in un paio di stagioni, diciamo per l’estate 2009. Quindi in gioco ci sono posti di lavoro e non si capisce perchè quelli a Milano abbiano meno valore di quelli che si cerca di tutelare a Roma. (da legger sul futuro dello scalo anche il condivisibile focus dell’IBL)
  • Air One continua a giocare, ma senza sporcarsi la maglia. Per vincere in tutte le gare bisogna rischiare, non si può sempre cercare la vittoria a tavolino. L’unico lato positivo di una soluzione Air One (tanti i negativi ma ci arrivano anche i bambini) è che ha ordini per diversi aerei e almeno il rinnovo della flotta potrebbe considerarsi garantito (e non è poco visti gli attuali tempi di consegna per aerei nuovi).

Chissà cosa accadrà, ma spero che in futuro non ci si penta di non aver portato i libri in tribunale come vece Swissair… morta e risorta dalle sue ceneri come Swiss ed ora onoratissima e profittevole signora compagnia aerea.

Read Full Post »

Alitalia, per ragioni economiche, decide di lasciare Malpensa. Ne ha tutto il diritto e il governatore Formigoni, pur con tutto il diritto di lamentarsi, non ha senso che cerchi di impedirlo. SEA, che gestisce l’aeroporto, ha tutto il diritto, per ragioni economiche e in caso vi fossero dei contratti non rispettati, di chiedere un risarcimento e il (ex)Presidente del Consiglio,  pur con tutto il diritto di lamentarsi, non ha senso che cerchi di impedirlo.

L’abbraccio troppo stretto politica ed economia fa male all’una e all’altra, ma in Italia si fa finta di non capirlo.

Read Full Post »