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Archive for ottobre 2007

Chissà che caos ingestibile le riunioni di condominio.

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Mastella si dimette… anzi no. Questo sì che è un governo serio.

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In tutto questo marasma di parole che affolla l’agone politico mi pare che ogni tanto si perdano di vista i significati delle cose e si cerchi di piegare – o di deformare – la realtà per riporla comodamente nel cassetto disordinato delle nostre consuetudini mentali.

Esempio può essere l’indecoroso dibattito sulla precariato nel mondo del lavoro. Assioma fondamentale della discussione poltica è: tutto ciò che non cade sotto il nome di contratto a tempo indeterminato è precario.

Vista così non fa una grinza a livello formale. Io, però, la vedo in modo diverso.

(altro…)

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Oggi sul Corriere della Sera c’è un articolo assolutamente da leggere. Questo di Piero Ostellino.

Ostellino analizza una delle principali contraddizioni cui è soggetta la  sinistra italiana quando parla di riformismo, apertura al mercato, riduzione della spesa e delle tasse. Tale contraddizione è questa:

La sinistra post-comunista […] non è più l’espressione di un’ideologia uscita sconfitta dalle «dure repliche» della storia. E’ una prassi di governo consolidatasi nel contesto di un sistema capitalistico all’interno del quale aveva già perso da tempo le sue antiche radici marxiane e ha assunto qualche cattiva abitudine. E’ uno strutturato sistema di potere, con le sue rendite di posizione, politiche, sociali, economiche, culturali. Non si tratta, dunque, di convincerla a prendere atto della sconfitta e della superiorità dell’economia di mercato come si fa nei convegni fra intellettuali. Ma […] convincerla a rischiare il crollo del proprio sistema di potere in quelle regioni e nel resto del Paese. […] Nessun sistema di potere, politico, sociale, economico, culturale che sia, programma e realizza il proprio suicidio

Al di là delle belle idee e dei bei discorsi il punto è proprio questo: ce davvero la volontà nel nuovo Partito Democratico di rompere con le logiche di potere che hanno ne garantito il successo poltico ed economico fino ad oggi, per prendere una strada diversa e, a breve termine, certamente più riscosa. Tutto il resto sono ciance alla Veltroni.
 

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Chissà come l’ha presa Boeing? Sarebbe curioso veder volare il Presidente degli Stati Uniti sempre su veliveli “europei” (elicotteri e aerei che siano).

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Mentre in Italia ci ostiniamo a discutere se nel caso di Alitalia sia più opportuno l’accanimento terapeutico o l’eutanasia, nel mondo delle compagnie aeree qualcosa di importante si muove in seguito alla firma dell’accorso Open Skies tra UE e USA.

Questo accordo, in un certo senso, liberalizza (anche se un po’ alla Bersani, cioè in maniera non propriamente simmetrica) i voli tra Europa e Stati Uniti. In particolare, le compagnie di entrambi i continenti potranno volare da qualunque città europea ad una qualunque statunitense (le compagnie americane potranno anche effettuare voli interni europei, cosa invece proibita a quelle europee su territorio statunitense, qui sta l’asimmetria).

Stamani Delta ed AirFrance hanno reso noto un accordo che consentirà l’ingresso di Delta a London Heathrow e aumenterà complessivamente l’offerta intercontinentale dei due vettori. Questa potrebbe essere il primo passo verso una più ampia integrazione delle attività delle due compagnie.

In un fututo, magari non troppo lontano, questo genere di joint venture potrebbe essere estesa ad altre compagnie Skyteam o imitata da altre alleanze.

Il mondo si muove…. e noi siamo ancora qui a parlare di compagnia di bandiera.

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…trovarsi catapultati in una città diversa.

Sono a Londra, per lavoro, ci starò un po’, ma rigorosamente dal lunedì al venerdì.

Ieri sera ho camminato un poco (circa 8 km) per capire l’effetto che fa. E’ strano. Davvero strano…

Ci sono città che ami a prima vista (non so NYC o Sydney, ad esempio), altre che impari ad amare e a conoscere col tempo (Atlanta, per me)… non ho ancora capito in che categoria mettere Londra.

Sarà il clima, ma tutto questo grigio fa sembrare Milano una città colorata…

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