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Archive for agosto 2006

La legge è uguale per tutti, ma per chi l’amministra è più uguale che per gli altri.

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Sia chiaro che non è assuolutamente possibile che esistano sentenze politiche. Questa ne è la prova.

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(AGI) – Telese Terme (Benevento), 28 ago. – "C’e’ un problema Afghanistan, visto l’impegno militare previsto per il Libano, non dico di ritirarci dall’Afghanistan, ma se diminuissimo le truppe credo che non sarebbe un atto irresponsabile ". Questa la richiesta e l’auspicio del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, parlando con i giornalisti a pochi minuti dall’avvio della Festa del Campanile a Telese Terme.
   " La comunita’ internazionale – aggiunge Mastella – potrebbe comprendere e non sarebbe un venir meno agli obblighi verso l’Onu", anche perche’ "in entrambi i casi – aggiunge il leader dell’Udeur – sono missioni delle Nazioni unite".
   Per Mastella "da qualche parte si deve pur tagliare: bisogna considerare le risorse economiche e i rischi piu’ elevati, ma questa – precisa Mastella – non deve essere una scelta di natura ideologica o politica, anche perche’ la’, la presenza deve esserci ma – conclude – meno ragguardevole".
 
Dopo la sbornia militarista del pacifista Governo Prodi, qualcuno comincia a fare di conto e di conta degli uomini impiegati, qualcuno comincia ad abbozzare la possibilità di disimpegnarsi dall’Afghanistan. Pensarci prima di sparare numeri a casaccio, forse sarebbe stato più opportuno, ma dal canto loro, ne trarranno solo giovamento: nessuno scontro di maggioranza sull’Afghanistan e tutti insieme con elmetto e fiori in mano a parlare con Hezbollah, perchè si sà che a disarmarli non ci si pensa nemmeno.
 

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Dopo l’infinito amore per il Programma dell’Unione, ora Romano Prodi è si è infatuato di una altro documento, lo leggerà ogni notte cercando di impararne ogni singola lettera, ora si rifarà solo a lui, nel suo dire e non dire, fare e non fare, fare la pace portando la guerra e la guerra portando la pace. Il nuovo mantra Prodiano è la Risoluzione 1701 delle nazioni unite.
 
Roma, 18 ago. (Adnkronos) – Quella italiana sara’ una missione esclusivamente di pace. Lo scandisce Romano Prodi al termine del Cdm di oggi. Il premier ha detto che ”la risoluzione Onu e’ il nostro punto di riferimento e dentro questo ambito ci muoveremo e con regole di ingaggio chiare e definite. Gli articoli dell’Onu non lasciano spazio ad equivoci: sara’ una missione di pace”.

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Martedì sono tornato a casa, a Milano. Mercoledì, ultimo giorno di ferie, l’ho trascorso in parte a mettere a posto la casa e fare il bilancio di guerra relativo allo stato delle piante del balcone (vive, morte e x), in parte a girare per Milano, splendidamente percorribile, sia in auto che a piedi nel suo semi-deserto agostano (in realtà meno deserto di altri anni).
Milano ad Agosto è splendida, tanto che fa quasi tristezza il "dover" godere delle ferie in questo mese, piuttosto che a in altri periodi. Il traffico diventa vivibile e le strade, mediamente vuote, offrono paesaggi quasi surreali.
Le uniche presenze "fastidiose" sono quelle dei turisti, che per un copione scritto da non si sa bene quale celebroleso, percorrono solo determinate vie e affollano solo le celebri piazze. Piazza Duomo vince la palma delle maggiori presenza (e fin qui tutto è normale), seguita incomprensibilmente da Piazza della Scala. La fiumana dei turisti (in gran parte giapponesi) parte da piazza Fontana, percorre il tutto la strada affianco al Duomo, fa le due foto di rito, la prima all’abbside e la secondo alle impalcature della facciata, poi attraversa la galleria rompendo i maroni al povero toro e finisce il Piazza della Scala a fotografare quello che sarà pure un teatro mitico, ma che dall’esterno non è niente di che. I più arguti si spingono fino a percorre Corso Vittorio Emanuele e qualche temerario anche via Montenapoleone, ovviamente chiusa per ferie, per farsi una bella foto davanti alle vetrine di Armani. Per il resto niente, a parte il cenacolo.
Sant’Ambrogio, una chiesa gioielli, rimane lì distaccata, quasi snobbata, nel suo austero splendore.
 
Capita poi di fermarsi a prendere un’aperitivo al bar di Peck (causa chiusura dello Zucca un galleria dove senza venire pelati si può bere bene e pagare poco, a patto di bere al bancone), vedere entrare un folto gruppo di giapponesi che prima chiedono la lista, poi decidono di stare in piedi (per paura di essere pelati?) e poi dopo averla analizzata con calma (circa 20 min) chiedono tutti, ma dico tutti, la stessa cosa: una birra italiana. Grazie a Dio, Peck ha solo la Menabrea di italiana, che non è poi così male, ma veder che nel posto a Milano dove si può trovare vino di qualità ottima di tutti i tipi, nel posto che rappresenta un tempio del gusto ordinare una birra… beh lascia un po’ interdetti. Per fortuna c’è la faccia del barista, che dopo 5 minuti di attesa diventa tutto un programma e le sue battute valevano da sole i 12.50 Euro di aperitivo!
 

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