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Archive for luglio 2006

SGS goes to holiday!

Da oggi al 16 Agosto questo blog va in ferie! Una settimana al mare ed una in montagna, per leggere, rilassarsi e ricaricare le batterie.
 
Ci si vede al ritorno.
 

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…c’è un ministro che minaccia le dimissioni, un altro che se la prende con un terzo, che minaccia anche lui di lasciare, a quel punto il Presendente della Camera lo riprende e quell’altro si risente, 16 senatori votano la fiducia, ma sostanzialmente dicendo di non crederci troppo… beh in effetti è molto sexy questo governo: è sempre più simile ad un bordello.

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Cicchitto annuncia una opposizione dura e la CdL lascia per l’ennesima volta l’aula del Senato. In effetti continuando così facendo i bambini offesi, sparlando, ma senza dire niente, questa opposizione durerà molto.
 
In maniera singolare, la miglior opposizione a questo governo la sta facendo la sua stessa maggioranza!
 
Andiamo avanti (lo slogan), ma dove volete andare?

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Chiamate la neuro!

Roma, 24 lug. (Adnkronos) – ”La fiducia, in questo momento, appare come la soluzione piu’ opportuna, capace di garantire al contempo il dissenso, la compattezza, la convinzione e la speranza di tutta la maggioranza, di chi dissente ma anche di chi non dissente sull’Afghanistan”. E’ quanto afferma Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera.
 
Qui serve uno psicologo, ma uno bravo la fiducia sulla politica estera serve a garantire il dissenso nella compattezza, questo sarà pur vero a livello di "politica interna dell’Unione" dove tutti saranno soddisfatti, ma nessuno contento, ma evidenzia una preoccupante tendenza all’ alienazione.

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Questioni di fiducia

A quanto pare il Governo Prodi chiederà la fiducia al Senato per l’ n-sima volta. Se ne deduce la prima legge di Prodi:"La fiducia nella propria maggioranza è inversamente proporzionale alle volte che la si chiede" . La dimostrazione, bofonchiamenti a parte, è sotto gli occhi di tutti.

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Sproporzionati!

Zurigo, 20 lug. – (Adnkronos) – Tre giornate di squalifica a Zinedine Zidane e due a Marco Materazzi. E’ questa la decisione della Fifa in merito all’episodio avvenuto nella finale dei Mondiali Italia-Francia.
 
Alla Fifa forse non hanno capito bene il gioco del calcio o forse sono presi dal complesso dell’equivicinanza che sembra spopolare in Europa in questi giorni! Alla fine tre sole giornate di squalifica a Zidane, a cui tanto non interessano, e due a Materazzi. La colpa di materazzi è l’aver provocato verbalmente il campione francese, quella di Zidane… beh l’abbiamo vista chiaramente tutti: con rara grazia e gentilezza ha appoggiato con affetto il suo testone sul petto dell’amorevole difensore italiano.
 
Non esiste!
 
Ora da ragazzino mi hanno sempre insegnato che il calcio non è uno sport per signorine e nemmeno per fighette. La provocazione verbale all’avversario ci sta (lontano dall’arbitro), fa parte del gioco e l’altro può benissimo rispondere per le rime, senza eccedere in violenza fisica come ha fatto il transalpino. Da che mondo è mondo si punisce la reazione, non le parole (a meno che non le senta l’arbitro). Da che mondo è mondo non si squalifica il "provocatore", ma colui che reagisce con violenza. Qui si è andato oltre… all’insegna della giustizia sportiva creativa.
 
Ora vorrei una squalifica retroattiva per Poulsen e per gli altri 70000 casi avvenuti nel passato su tutti i campi di calcio del mondo.

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Non sono in estasi e non ho nemmeno assunto qualche strano e innovativo tipo di sostenze stupefacenti. E’ solo che la mente corre durante le poche pause della giornata lavorativa e corre dove il cuore vorrebbe essere. Immerso nella bellezza.
 
Pila. Quattro lettere sono poche anche per una parola, figuriamoci a descrivere un mondo. E’ lì che vola la mia mente, a 18 km di tornanti da Aosta, a 1800 mt di altezza. In origine si chiamava Pilaz, ma Pila suona sicurmente meglio, anche a se a dirlo sembra che sia qualcosa affine più alla corrente elettrica, che alla montagna.
Pila ha poche case, ma bastano per gridare all’abuso edilizio. E’ nata negli anni ’60 ed è ora una delle principale stazioni sciistiche della Valle d’Aosta. Certo non ha i panorami mozzafiato di Courmayeur, non ha quella montagna magica che sovrasta Cervinia, non ha i ghiacciai che abbracciano il Monte Rosa, però ha ricevuto dal cielo una corona di stelle perchè dai vari punti della sua conca si riescono a vedere il Monte Bianco, il Cervino e il Rosa… nonchè quel Grand Combin che nonostante sia più di 4000mt di altezza e domini Aosta, nessuno o quasi conosce. Avendo voglia di camminare e di salire lo sguardo si amplia, fino alla splendida finestra sulle alpi che è la Becca de Nona (3142 mt), con la sua Madonna che sembra abbracciare tutta la valle.
E’ immersa in una conca ricca di prati, alpeggi e boschi ed è d’estate che mostra tutto il suo splendore! Perchè d’inverno Pila appartiene agli sciatori, sia chi vi passa la settimana, sia chi epr un giorno vi arriva da Milano o Torino, con l’intento di macinare i km sotto le lamine degli sci.
D’estate è solo di chi la ama. Non offre nulla al pigro viaggiatore. Non ha piscine, due miseri e mezzi scassati campi da tennis pochi alberghi e un villaggio turistico che stride col panorama intorno come una goccia rossa su una foto in bianco e nero. Offre solo quello che ha, ciò che di più bello ha: la montagna. Ci sono un infinità di sentieri che permettono di perdersi nei boschi o calcare le creste, vedendo paesaggi che passo dopo passo ricordano emozioni. Salendo in cresta, dal lato del Couis si può ammirare la Val di Cogne e tutto il gruppo del Gran Paradiso, con la Grivola in fronte, in tutta la sua rude maestà.
Lì, a Cogne, tutto è più verde, un pò come in Trentino. Qui l’erba ingiallisce in fretta arsa dal sole che solo sul tardi si corica dietro il Monte Bianco. Lì, a Cogne, la pioggia si ferma, l’acqua rende verde florido il paesaggio, qui scorre via, in fretta.
 
Se ci passate e vi fermate una sera passate al Ristorante Yeti. Non è un posto elegante, ma com Pila, è un posto sincero che al di là dei grandi nomi o dei posti famosi, vi offre un assaggio di quella cucina, senza la quale la montagna sarebbe meno bella.
 
Oggi è lì, il mio pensiero sulle "mie" (da milanese incallito e impenitente) montagne… a un passo dal cielo.

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