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Archive for the ‘Milan’ Category

inzaghi.jpgNo, non sto parlando di Kaka, appena eletto Pallone d’Oro, ne del fortissimo Ibrahimovic. Parlo di Filippo Inzaghi. Ieri, in una partita scialba, è entrato nella storia come miglior marcatore nelle coppe europee con 63 reti.
Non ha molta classe, non ha piedi sopraffini ed, anzi, con la palla al piede non sembra nemmeno a porprio agio. Palla al piede non riuscirebbe a saltare nessuno. Non ha il piedino fatato, non batte punizioni a giro e non ha nemmeno la potenza nelle gambe di tanti altri attaccanti.
Anche il fisico è da giocatore d’altri tempi, smilzo, non troppo alto, non in grado di reggere alcun contrasto spalla a spalla senza cadere, la peggiore torre che un attacco possa desiderare.
Non ha insomma i doni che madre natura ha dato ad altri calciatori: potenza e classe.

Eppure segna, è sempre lì, ha l’astuzia e la capacità di segnare con qualunque parte del corpo, gioca sempre al limite del fuorigioco e sempre appiccicato a qualche difensore. Usa il cervello, l’astuzia e talvolta la simulazione per fare impazzire i difensori.

63 gol nelle coppe non sono certo pochi e poco importa che siano di rapina, di opportunismo, fatti in gran parte di piattone. Rimangono, ci sono ed entrano nella storia.

Certo, non fa sognare, spesso nemmeno ti viene voglia di applaudirlo, ma gli altri la classe ce l’hanno nel sangue, lui è il valore aggiunto di se stesso… alla faccia di madre natura.

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Ad Atene

Alla faccia della “squadra terribilmente involuta” (espressione made in Sconcerti) in finale ci va il Milan. Sì il Milan, che qui non si può che giudicare secondo le categorie del cuore, perchè quelle della ragione si annebbiano alla sola vista della maglia rossonera. Certo per la Gazzetta, sempre pronta a decantare i successi di Roma e Inter in questa stagione, il cammino è stato semplice… il Celtic era una squadra di brocchi, il Bayern una squdraccia… sul Manchester nessun commento…. forse per le sette pappine rifilate alal Roma.

Cristiano Ronaldo ieri sembrava un bambino cui hanno rubato il giocattolo… triste e affannato, chissà se ha imparato che per essere campioni non basta saper fare il doppio passo.

Si va in finale. Le parole passano (le critiche, molte giuste anche), le partite restano e quest’anno resterà almeno la finale. Ieri, nonstante le statistiche di Cerqueti (mi sa che sua mamma invece del topolino amava regalargli annali del calcio quand’era piccolo!!!) che richiedevano ostentati e scomposti gesti scaramantici, è stata una grande partita, bella, tesa… come al solito vista con gli occhi del cuore e con stampigliato lì, in mente, come un tarlo ancora questo gol…

tanto bello nella sua strordinaria apparente semplicità.

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