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Archive for 31 agosto 2007

Cercasi…

…nuovo soprammobile per casa Moratti (Massimo), causa prestito del precedente per eliminare la polvere.

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Ieri le magnifiche menti che si trovano ai vertici di Alitalia, ovviamente in accordo con l’azionista di maggioranza, hanno partorito l’ennesimo piano industriale dell’azienda stavolta chiamato di sopravvivenza.

Questo prevede, con eccezionale originalità, diversi esuberi di personale e un non precisato ennesimo aumento di capitale. Per il resto enuncia volontà più o meno generiche che potrebbero sembrare un programma di Veltroni. Tra queste:

  • il “riposizionamento” su Malpensa – leggasi riduzione attività;
  • lo sviluppo su Fiumicino;
  • una riduzione della flotta sia a medio-corto raggio, che in minor misura sul lungo raggio.

oltre ad altre più vaghe idee come il recupero dell’efficenza ed il mantenimento del brand.

Tutto sommato è un piano ragionevole, ma solo in una prospettiva di riduzione dei costi con annesa riduzione dei ricavi, e ridimensionamento delle attività ad un livello prevalentemente regionale. Uno scenario perfetto per renderla appetibile a compagnie aeree europee tipo Air France o Lufthansa.

C’è il riconoscimento che il destino inevitabile sia quello di diventare una compagnia regionale ed in effetti allo stato attuale è questa addiritura una prospettiva ottimistica.

Ma quello che negli ultimi giorni mi ha piuttosto schifato è stato il gioco della politica, che anche in questo caso, ha operato per difendere i propri interessi più che quelli dell’azienda o degli utenti.

La diatriba Fiumicino-Malpensa dura da talmente tanto tempo che quando torna in auge, come in questi giorni, bisogna turarsi il naso per non sentire la puzza di vecchio. E’ tutta un gioco politico: Alitalia così com’è, senza soldi, senza certezze e senza possibilità d’investimenti non è in grado di gestire due hub. Quindi deve scegliere. Tutto questo è lapalissiano.
Qui entrano in gioco i differenti interessi politici e sindacali con da un lato governo e confederazioni nazionali e dall’altro enti locali milanesi e lombardi con le rappresentanze sindacali lombarde che mettono sù un teatrino degno dei bambini che fanno a gara a chi ce l’ha più lungo.

La figura peggiore in questo caso l’hanno fatta Formigoni, Moratti e Penati quando, arrivati a livelli di teatro dell’assurdo, hanno cercato di “forzare la mano” minacciando di togliere slot sugli scali milanesi in caso di riduzione delle attività su Malpensa.
Tutto ciò è sensato da un punto di vista di interessi “corporativi”, ma visto che Alitalia è praticamente fallita, sembra più di vedere degli avvoltoi litigarsi i resti di un cadavere. In più il Comune di Milano è azionista di controllo di SEA che gestisce gli aeroporti di Milano e il tutto, minacce comprese, rientra nel quadro del conflitto di poteri politici e inquina qualsiasi logica di mercato  in quanto, un eventuale riduzione degli slot concessi ad Alitalia ,non sarebbe stata dettata da ragioni di mercato (nessuno può oggi prenderne il posto), ma da ragioni di ripicca poltica.

Ma in qualche modo, neanche la riduzione della attività su Malpensa rientra in logiche di mercato… e anche qui c’è, come in tutto il piano industriale, lo zampino non trasparente del governo. Prodi e i suoi hanno fatto una figuraccia leggendaria con la procedura di vendita miseramente fallita negli scorsi mesi ed ora cercano di vendere in modo meno “trasparente” scaricando le responsabilità (per lo meno a livello di immagine) sul management della compagnia, nel tentativo di non fare figure peggiori.

Alla fine la politica fa male alla salute… sia di Alitalia che di tutti i poveretti che con essa devono volare.

Tutto sarebbe più facile se Alitalia fosse privata e lo fosse anche SEA, perchè almeno sarebbe il mercato a decidere… e si sà che in questo è decisamente più efficiente della politica.

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