Per chi votare? /2
Aprile 10, 2008 di SGS
Bene, finalmente manca poco alla fine di questa odiosa e noiosa campagna elettorale. Se la speranza era di un qualche colpo di genio o di teatro capace di riappassionarmi e in qualche modo convincermi a dare il mio voto a tizio, piuttosto che a caio, beh non c’è stato e la nebbia del tedio domina il panorama ideale (o ideologico) degli schieramenti in campo.
In queste ultime settimane ne ho sentite di tutti i colori, quasi la gara fosse più a non farsi votare che a conquistare voti. Il buon(ista) Veltroni ne spara di grosse tutti i giorni, ogni giorno ha annunciato una nuova proposta di legge, tanto da avere allestito un programma di governo che abbondantemente esonda i limiti di una legislatura. Da dire che parla bene, ha la faccia giusta, seria e convinta, ma simpatica e bonaria… peccato che abbia anche sempre quell’atteggiamento da “antipatico di sinistra”, di colui che sà qual’è il bene, che sà cos’è il giusto e che col ditino alzato ad invoncare una diversità non presente si erge a giudice per dare patenti di democraticità, di nazionalismo, di liberalismo… insomma la solita solfa dei giusti e degli impresentabili.
E dire che ne ha sparate di grosse! Valga per tutti il salario minimo o l’assicurazione gratuita per le casalinghe… alla faccia del liberismo, alla faccia del merito e della novità alla fine è sempre una questione di “voto di scambio”, coccolare qualche gruppo, proteggerlo, dargli certezze per averne il voto. Tutto lecito, ma poi non mi si parli di bene comune… al limite di bene comune a diversi gruppi (e gli altri si arrangino).
Passando dall’altra parte il panorama è personalmente ancor più desolante. Il programma è un misto di protezionismo e difesa corporativa, nessuno slancio ideale, nessuna idea, talmente vacuo che a far notizia restano solo le sparate di Berlusconi, che se è un genio della comunicazione è sicuramente incompreso. Sembra che cerchi in tutti i modi di incarnare lo stereotipo di lui che la gran parte della stampa di sinistra ha creato negli ultimi 15 anni.
La sensazione finale, a ridosso del voto, è che le speranze di un cambiamente reale del nostro paese siano minime sia nel caso di vittoria dell’uno che dell’altro.
Alla fine è colpa nostra, sì di noi cittadini: siamo così fossilizzati su steccati politici, attaccati a cozza al rifiuto della parte avversa che non voteremmo mai. Per questo nonostante tutto, anche se non ci convince, finiamo a votare PD o PdL (o altri minori) perchè non vogliamo l’altro, anche se non siamo convinti del “nostro”. Io almeno lo ammetto. Al Senato farò così. Voterò PdL pur non avendo alcuna fiducia in una sua futura azione di governo.
Siamo un popolo strano, moralista e giustizialista, sempre pronto a criticare i vizi altrui cercando di nascondere i propri, ma autoincensandosi per le proprie virtù. Siamo così secolarizzati e senza Fede in nulla da aver bisogni di certezza almeno nella fede politica, che acriticamente o quasi abbracciamo come fosse la coperta di Linus.
Domenica me ne andrò al seggio, come sempre, ma senza troppe illusioni. Perchè a 18 anni pensi che il tuo voto possa cambiare il mondo (bum!), a 25 rimani convinto che possa cambiare il tuo paese, verso i 30 credi che l’unica speranza è di cominciare a cambiare te stesso, migliorarti… il tuo paese difficilmente lo potrai cambiare, al limite puoi sempre cambiare paese.
Ma in realtà uscirò dal seggio di buon umore. Grazie ad una lista pazza presente solo alla Camera, un voto buttato, inutile per tutti, ma non per me. Per una volta, almeno, avrò votato per un’idea che condivido. Poco importa che non sia un programma di governo, ma più una battaglia culturale. Probabilmente la lista politica non è il modo migliore di affermarla come dicono molti sicuramente più saggi di me. Ma uscirò dal seggio sereno, di buon umore, in pace con me stesso e con la mia coscienza, con la speranza che il voto inutile dato con convinzione possa essere più umanamente interessante di uno utile dato per rassegnazione.


Idem con patate: Ferrara alla Camera e silvio al senato.
Non c’è alternativa e sinceramente nemmeno mi dispiace troppo!
Ciao ‘Ste!
A guarda, a me non dispiace per niente!
Ciao K.!
“Un piccolo passo per l’Italia un enorme passo per Andrea”; se domenica ti vedrò sorridere è perchè allora abbiam votato allo stesso modo.
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