Viviamo in un paese malato. Oggi si “scopre” l’emergenza educazione, ieri si scopriva quella sicurezza, poi c’è la costante emergenza evasione fiscale… ogni giorno porta la sua emergenza. Ogni volta, di fretta e furia, si risponde in maniera reattiva sulle ali dello sdegno “popolare”… poi il tempo passa e lascia il passo ad un’altra emergenza.
Il problema è che tutte queste emergenze denotano come in Italia quello a cui siamo drammaticamente impreparati è la normalità.


no. non impreparati alla normalità. e cavoli! così lasci una via d’uscita no?
Dici: Emergenze, Politica, Provincialismi.
Dici pure: squallore (oh! la “S”. Maiuscola!)
“certo!” ti possono rispondere “per quanto squallida è la situazione, comunque emergenza chiama emergenza. viviamo in tempi così interessanti, fin troppo interessanti, che anche il solo pensare alla parola – tranquillità – è un lusso che purtroppo non possiamo permetterci”. e giù a elencarti gli euro-problemi e quelli che arrivano per direttissima da lì o da là (dall’esterno o dall’interno. per colpa di pinco o di pallino).
tempi interessanti. si. fin troppo. vero anche questo. sdegno “popolare”. eh. e ci mancherebbe! che poi ci pensa il tempo a far “dimenticare”… pure. ma non che siamo (chi? io. te. o “loro”? io punterei sul “loro”) impreparati alla normalità.
loro. quali che siano colori e bandiere.
eh no. così sminuisci i professionisti di prim’ordine che abbiamo in italia! non che siano i migliori al mondo, per capirci, ma se la cavicchiano mica male. eh no! niente male davvero.
la rileggo così la tua frase:
il problema è che tutte queste emergenze denotano come in italia quello a cui sono (che suona meglio di “siamo”) drammaticamente impreparati è a lavorare. ché invece a pararsi sono dei veri maghi.
Ciao SGS
come al solito mi hai bruciato nei tempi per i saluti e gli auguri.
Augurissimi anche a te e a tutti i tuoi cari.
Già ch ci sono lascio un commento. Non a questo post ma a quello precedente. Ottimo commento al perfetto articolo dell’elefantino. Ma sono riflessioni, ahimè che in pieno nichilismo lasciano il tempo che trovano. Prendiamone atto e continuaimo a calpestare quel poco che rimane della nostra morale.
Caro sconosciuto,
in realtà dire che la colpa è sempre di altri è un modo facile per cavarsi fuori dalle responsabilità. Nel proprio piccolo, nel limite delal libertà che ancora ci rimane ognuno ha il suo margine di azione e la sua parte di responsabilità.
Certo noi, poveri tapini, non abbia enormi responsabilità, ma nel nostro piccolo pochi, forse nessuno, sono esenti da colpe, non fosse altro perchè lasciamo e subiamo passivamente le decisioni che altri prendono per noi.
Se pensiamo all’educazione… la scuola farà schifo, ma se uno arriva a 12 senza saper leggere anche la famiglia fa schifo e quello non è certo colpa dello stato.
Grazie degli auguri Vale. La speranza c’è, c’è sempre. Come dici tu lasciano il tempo che trovano. Proviamo allora a fargliene trovare di più… molto di più
SGS non fraintendermi. qui si parlava di emergenza che chiama emergenza. una volta la scuola. una volta la sanità eccetera. non è un delegare le responsabilità ad altri.
faccio un esempio diverso per capirci. se per essere visitati al Policlinico Gemelli di Roma ti metti in lista oggi per Marzo-Aprile dove starebbero le responsabilità mie o tue?
cioé. che ognuno si assuma le proprie responsabilità. sempre e comunque. ma questo non vuol dire farsi carico (ma nemmeno un pò, per me) di quelle degli altri. dare una mano. certo. sempre e comunque. ma non farsene carico. per spiegarci, anche se pare utopica la frase “lo stato siamo noi”, io ci credo comunque e il “tendere la mano” diventa un gesto naturale.
se però una arriva a 12 anni senza saper leggere non necessariamente la colpa è sempre del contesto familiare in cui cresce. opinione opinabile la mia. come tutto quello che sto scrivendo (è sottinteso). è invece sempre colpa dello Stato (e quindi un pò mia, un pò tua eccetera eccetera fino ad arrivare al “loro”).
dici bene. ognuno si assuma le proprie responsabilità. nel proprio piccolo bisogna sempre fare qualcosa. come no? verissimo. mai ristagnare e compiangersi. ma questo vale anche per chi è stato delegato a rappresentarci e guidarci. “loro” appunto. e mi ricollego al mio primo commento. se sbagli ma fai del tuo meglio nulla da dire. se la sensazione che dai è invece quella di muoverti con “leggerezza” e di preoccuparti più del tuo “posto di lavoro” che di “fare il tuo lavoro”. beh. no. non esiste.
non leggerci un “cercare polemica” o un “lavarsi le mani” o un delegare responsabilità ad altri. o meglio. il “non assumersi le proprie responsabilità”. se ti è arrivato questo dal mio precedente commento. beh. non è così. sono tutte “qualità” che disprezzo.
un sorriso
e una buonagiornata.
OK… così è più chiaro e condivisibile.
Ogni volta che sento la frase “lo stato siamo noi”… pur in partec ondividendola mi viene di pancia un istinto anarchico!
Buona giornata e buone feste a te!