La procedura di vendita di Alitalia ci regala l’ennesima puntata e si conferma ricca di incertezze. Circa un anno fa il governo lanciava una gara per la vendita della compagnia. La procedura pensata era trasparente e il governo teneva direttamente le redini del gioco. L’unico problema del bando erano diverse clausule, molto restrittive per ogni eventuale acquirente, ma undici soggetti manifestarono interesse per l’acquisto. Di questi solo cinque entrarono nella fase due della gara, per ridursi poi a tre, quindi a due, infine ad uno solo. Anche questo, alla fine, rinunciò. La gara andò deserta.
Ma Alitalia va venduta. Almeno questo è chiaro a tutti, in quanto lo Stato non può più aiutarla, i debiti crescono, i ricavi sono sempre un passo indietro ai costi e in poco tempo, perdendo un milione di euro al giorno, l’unica opzione diverrebbe il fallimento.
Il perspicace governo decide, quindi, di cercare un compratore, ma stavotla senza gara e senza metterci direttamente la faccia. Nomina un nuovo AD della compagnia e lo incarica di interessarsi della vendita. Di fatto ogni scelta rimane al governo dall’alto del suo 49,9%, ma così la faccia non ce la deve mettere Prodi, ma la presta Prato.
Così si arriva ai giorni nostri. Alla fine solo due sono state le offerte non vincolanti, entrambe proveniente da soggetti che parteciparono alla gara originale:
- Air France-KLM;
- Ap Holding.
Se qui eravamo a ieri, eccoci all’oggi. Il potenziale compratore doveva essere scelto, per la trattative in esclusiva, a metà novembre… poi ai primi di dicembre, quindi in un CdA di Alitalia previsto per ieri ed infine la scelta è stata ulteriormente posticipata a martedì prossimo. Speriamo non vi siano ulteriori rinvii, ma l’ultimo è il maggiormente significativo in quanto non dovuto a problemi tecnici o dettato dalla voglia di evitare il vuoto di manifestazioni di interesse, ma da pure ragioni politiche.
Entrambi i pretendenti, infatti, scontentano quancuno.
Air France ha dichiarato di condividere il piano Prato, che prevede un drastico ridimensionamento di Malpensa, scontentando in tal modo tutta la lobby lombarda con Formigoni e Moratti (in evidente stato di conflitto di interessi la SEA società che gestisce Malpensa è di proprietà comunale) in testa, ma offre garanzie di solida competenza nel settore, solidità economica e garantisce continuità nell’alleanza Skyteam di cui già Alitalia fa parte.
Purtroppo per lei Air France non è italiana. Questo è il punto di forza di Air One e delle banche che la sostengono (Intesa SanPaolo in testa). Peccato che Air One sia l’unico competitor di Alitalia sulla più ricca tratta italiana (nonchè una delle più profittevoli a livello europeo) la Fiumicino-Linate. Lascia poi perplessi come una piccola compagnia possa comprarne una ben più grossa, con load factor decisamente maggiori, pur nel disastro di costi che la contraddistingue. Insomma ad Air One manca sia la solidità economica (pur con congruo supporto economico) che quella gestionale.
Alla fine la scelta migliore, a mio parere, rimane Air France (nonostante il fastidio generato dalla parolina che segue Air) per diverse ragioni:
- è una solida compagnia aerea;
- permette di sfruttare sineergie già esistenti essendo parte della medesima alleanza;
- anche se volesse ridurre Alitalia a regional carrier tramite Parigi il mondo sarebbe a portata di mano;
- non ha alcun interesse a cancellare rotte per il solo gusto di farlo, se una tratta rende, resterà;
- permette di mantenere un minimo di concorrenza sulla Fiumicino-Linate e Toto (Air One) potrà sempre più cercare di proporsi come alternativa italiana al 100% con il solo buon effetto collaterale di poter avere sempre più concorrenza;
- la politica italiana, finalmente, uscirebbe dalla gestione diretta, come giocatore, del sistema aereo con il conseguente pregio che la guerra tra poveri degli aeroporti italiani sarebbe legata solo al mercato.
La cosa sconvolgente, però, di tutto l’ultimo anno è la totale incompetenza su come è stata gestita la pratica. Ogni giorno un indiscrezione, ogni giorno una dichiarazione politica (di governo o enti locali), ogni giorno una soffiata a qualche giornale, il tutto su una società quotata in Borsa, causando al titolo andamenti da ottovolante fino all’assurdo di queste ultime. Risultato di oggi Alitalia in Borsa sospesa per eccesso di ribasso (a -7.5%), ma con valore teorico in calo del 20%.
Quando si tratta di società quotate ci vorrebbe maggior cautela e maggior discrezione. Do you know aggiotaggio?


Olè, quando i BIG scendono in campo la differenza si legge! Cmq se lo dici tu, ’sta “France” ce la potremmo pure far piacere… ma solo stavolta eh!
))
Ciao Ste’!
PS: in caso mettiamo in campo una cooperativa di blogger e ce la compriamo noi. Ti va di fare il CEO di Aliblog?
no airfrance no! poi Milano sarà un quartiere periferico di Parigi. Se non si fa avanto Lufthansa io chiedo voglio e pretendo il fallimento.
Aumenterebbe la concorrenza sui nostri scali e quindi prezzi molto più bassi.
@K: eh eh, come CEO non mi ci vedo per niente!!
Però sarebbe un’idea. Aliblog…. e voli sulle ali della fantasia!
@Mapo: Air France è il meno peggio. Il fallimento è l’unica altra opzione, ma non è politicamente sostenibile.
Vorrei passare i miei complimenti al tuo argomento in favore ad AirFrance. E’ raro incontrare questo tipo di analisi basata su argomenti concreti e non su aspetti “emotivi”, che ovviamente, per definizione, sono molto più … facili….
Spero di non essere troppo pedantico, ma cerco di rafforzare il tuo argomento con alcuni altri punti che considero fondamentale a chiudere definitivamente la storia. Se qualcuno avesse un minimo dubbio, leggi sotto ….
I politici spingono per una soluzione italiana. Air-One con la sua promessa di “italianità” e di sviluppo di Malpensa. Prima di tutto, cosa significa esattamente “italianità”? E un concetto già di difficile sostanza solida. Ma lasciamo stare questo argomento. Concentriamoci sul piano fantastico dei contenuti del piano Air-One. E qui è dove la “stupidità” (c’è un’altra parola?) dei politici tocca limiti nuovi. Perchè?
Perchè con l’esistenza di una massiccia Linate a 60 km da Malpensa, che ruba tutto il traffico ricco indirizzato verso Milano, come possono aspettare che un fantastico centro si sviluppi a Malpensa in un contesto competitivo dove Zurigo, Francoforte, Monaco o Amsterdam non hanno un problema “Linate”?
Poi, e anche peggio. EASYJET.
Ma chiedo ai politici se ne hanno mai sentito parlare di EasyJet? Sanno che EasyJet ha un contratto illegale con SEA Handling? Perché illegale? Perché è sotto costo. Le tasse dei cittadini milanesi pagano gli uniformi dei dipendenti SEA che lavorano “finto” per EasyJet? Sanno che EasyJet ha 8 aeromobili basati a Malpensa? Sanno che EasyJet stabilirà un altro 3 aeromobili a Malpensa per arrivare a 11 entro Aprile 2008. Sanno che entro l’anno 2008 avrà 15 aeromobili con tutta probabilità basati a Malpensa? Sanno che SEA sta investendo €1m per allargare T2 per dare più spazio ad EasyJet di crescere?
Ma mi volete spiegare come qualsiasi vettore “network – tradizionale” può avere un hub nello stesso aeroporto dove EasyJet ha una presenza massiccia e distrugge tutto che gli viene incontro?
Ma secondo questi politici che hanno tanta la coscienza sociale “italiana”, che sono così preoccupati per il bene del paese, questi geni di Air-One arriveranno e riusciranno a vincere la guerra con EasyJet? Ma è possibilie che possono essere veramente così incredibilmente stupidi?
Hanno visto quanti aerei hanno i low cost basati a Amsterdam, Monaco, Francoforte, Parigi CDG? Londra Heathrow? Non si rendono conto che Malpensa è l’unico grande “hub” che ha lasciato EasyJet entrare in questa maniera così massiccia?
Vogliono che Air-One compri Alitalia per fare ulteriori disastri? Non dovrebbe essere quella la vera preoccupazione dei nostri politici? Un piano REALISTICO. Un piano che riconosce le realtà del mondo che cambia? Così si finirà con Alitalia ed Air-One entrambi distrutti e Italia senza NESSUNA compagnia aerea. Questa è la visione fantastica dei nostri politici? E di creare valore aggiunto per i cittadini in modo VERO, no?
C’è solo un modo che una base ormai può esistere a Malpensa. Ridurre drasticamente o perfino chiudere Linate. E di buttare fuori EasyJet da Malpensa. Nessuna compagnia del mondo riuscirà a fare un successo di Malpensa in questo contesto. Già il fatto che Air-One lo proponga è sintomatico di quanto sia ridicola la loro competenze industriale. E quanto sono ridicoli i politici che vogliono una soluzione “italiana”. Meglio una pagliacciata italiana che una seria azienda franco-olandese-italiana, apparentemente. Tanto, è solo il popolo italiano che ne soffre, che gliene importa ai politici?
Vergogna ai politici per la loro stupidità. Mi dispiace, ma vergogna anche a Montezemolo per la sua stupidità.
E poi, vergogna ai giornali italiani che scrivono che i dipendenti del Gruppo Alitalia vogliono la soluzione Air-One. Questa è una bugia grande quanto una casa. Gli unici a volere la soluzione Air-One sono i sindacati delle categorie che si sentono più deboli ed attaccabile. Naturalmente, come sempre, loro privilegiano le loro interesse alla spese della società “italiana” più allargata. Loro naturalmente proteggono le loro interesse, anche se le loro interesse creano un danno per i 60m di Italiani che devono sopportare un sistema aereo inefficiente nel paese. Il classico problema dei sindacati italiani. L’interesse dei pochi è più importante dell’interesse dei tanti. Allora il loro punto di vista è di dubbio validità.
E vergogna anche ai sindacati per non avere una vera e onesta coscienza sociale.
E i giornali che non scrivono la verità.
Ma che fine sta facendo questa democrazia italiana? E questo significa essere italiano?
meglio i francesi.
Ultimo punto. Finora i politici italiani, hanno si, salvato Alitalia. Ma sono stati loro a distruggerlo.
Se i politici italiani vogliono Air-One, proprio questa sarebbe l’indicazione che la soluzione migliore sia Air France.
Io ripeto che la soluzione migliore é portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento.
[...] Gennaio 15, 2008 di SGS embra che la vendita Alitalia sia, finalemente, in dirittura d’arrivo. Alla fine, se non vi saranno stravolgimenti, la nostra ex compagnia di bandiera andrà ad Air France, soluzione che personalmente condivido. [...]